Sfila il corteo di studenti, partito da Piazza Garibaldi, che ha aderito allo sciopero per la resistenza climatica degli attivisti del Movimento Fridays For future. Quello di oggi, 6 ottobre, è un invito a scendere in piazza esteso non solo a Napoli ma a tutte le città italiane. Lo scopo è di chiedere alla politica una presa di posizione netta e nuove misure per contrastare i cambiamenti climatici.

Sui cartelli tesi verso l’alto dei manifestanti si legge: “Stamm jenn a mar cu tutt e pann, in caso di emergenza scendere in piazza”, “Il clima cambia perché noi no” e ancora “Studente ecologista contro mondo menefreghista”. Segno che i temi ambientalisti preoccupano le giovani generazioni che considerano la tutela dell’ambiente una delle principali priorità per le politiche pubbliche dei prossimi anni.

Solleva la polemica la Preside del liceo Galileo Ferraris di Torino che emette una circolare con la quale esorta la squadra dei docenti a non ostacolare la partecipazione dei ragazzi, evitando di programmare verifiche in concomitanza della manifestazione. Inoltre l’assenza degli studenti che aderiranno all’iniziativa verrà considerata giustificata. In particolare Augusta Montaruli, deputata FdI sostiene che la circolare «non avrebbe alcun fine di agevolare la partecipazione democratica dei giovani, ma solo quella di dirottarli verso iniziative di parte per motivi ideologici e politici».

Indipendente dalle intenzioni della Preside di caldeggiare o meno determinate correnti politiche, c’è da considerare un fattore: ritenere giustificata un’assenza per la partecipazione ad uno sciopero toglie potere a quest’ultimo che, per sua natura, è un atto di protesta. Nell’ambito scolastico esistono sicuramente altre modalità e attività in grado di coinvolgere i giovani ad un argomento come quello dell’ambiente, trasversale e non soggetto ad alcun colore politico.

Martina Succoio

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