All’indomani delle immagini scioccanti, trasmesse dal video che riprende la caduta dell’autobus con a bordo 36 turisti di ritorno da una gita a Venezia, si indaga sulle cause. Il pullman è precipitato dal cavalcavia della Vempa, dopo aver toccato i fili dell’elettricità, facendo un volo di circa quindici metri. Una strage che lascia aperti molti interrogativi, sono 21 le persone che hanno perso la vita e 15 sono i feriti di cui 11 in terapia intensiva. Nel frattempo, per far luce sulle dinamiche, il Procuratore Bruno Cerchi oltre ad aprire un’inchiesta per omicidio stradale plurimo, ha anche disposto il sequestro del veicolo, della scatola nera e del guard rail. Molte le piste ipotizzate, tra cui il probabile malore o colpo di sonno dell’autista Alberto Rizzotto, quarantenne italiano morto sul colpo a seguito dello schianto. In attesa dell’autopsia disposta sulla salma del conducente, si sta provvedendo all’esame del suo cellulare e ad analizzare l’impianto installato sul bus, che registra dati come la posizione, la velocità e le eventuali frenate brusche. Le immagini video escludono che ci sia stata collusione con l’altro bus, il cui conducente è stato il primo a prestare i soccorsi oltre che fornire l’estintore per spegnere le fiamme. La Procura di Venezia, inoltre, sta proseguendo gli accertamenti sul discusso livello di sicurezza del guard rail, risalente agli anni 50 e da molti considerato inadeguato a contenere la caduta del bus. Lo stesso guard rail, negli anni, è stato oggetto di denuncia per la presenza di un buco grande circa un metro e mezzo, che rappresenta, come chiarito dall’assessore comunale ai trasporti Renato Boraso, un varco di sicurezza previsto dal progetto originario del manufatto. Tra l’altro il mezzo è caduto 50 metri dopo il varco senza segno di frenata e brusca sterzata. Non è stato facile identificare i corpi delle vittime trovati in condizioni strazianti, sono stati i vigili del fuoco di Mestre ad intervenire e ad estrarre i corpi di cui ricordiamo, sono 21 quelli privi di vita. Uno scenario drammatico in cui è stato estratto anche un bambino in tenera età. Stamane il Prefetto ha comunicato di aver identificato tutte le vittime: nove ucraini, quattro rumeni, tre tedeschi, un italiano (l’autista), un croato, un sudafricano e due portoghesi. Cinque pazienti sono, attualmente, ricoverati all’ospedale di Treviso le cui condizioni sono stazionarie ma, come spiega il direttore del servizio psicologia ospedaliere, Sergio Cassella, sotto il profilo psicologico la situazione resta drammatica.
Giovanna De Vita
