a cura del Prof. Vincenzo Di Vita


La Banca di Italia con la pubblicazione L’Economia della Campania – giugno 2025 fornisce dati interessanti sulla dinamica del mercato del lavoro nella nostra regione.
Tra la fine del 2021 e la fine del 2024 gli occupati in Campania sono aumentati dell’8,2% ed il tasso di disoccupazione è diminuito dal 19,4% al 15,6%.
Concentrandoci sul 2024, la crescita di occupati nella regione (+2,3%) è stata superiore a quelle registrate sia nel Mezzogiorno che in Italia (rispettivamente +2,2% e +1,5%).
Esaminando i dati dello scorso anno emergono alcuni aspetti da evidenziare. 
In primo luogo, nel 2024 i lavoratori autonomi sono aumentati percentualmente in misura sensibilmente maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti (rispettivamente +3,7% e +1,8%). L’aumento dell’occupazione è stato trainato in particolare dal settore dei servizi (specialmente commercio, alberghi e ristoranti) e dal settore delle costruzioni mentre l’industria ha registrato una contrazione del numero di addetti.
In secondo luogo, per i lavoratori dipendenti nel 2024 sono stati creati oltre 40.000 nuovi posti di lavoro netti rispetto agli oltre oltre 50mila creati nel 2023: la diminuzione di assunzione nette si è concentrata nel secondo semestre del 2024 in concomitanza con il mancato rinnovo dell’agevolazione contributiva per l’occupazione nel Mezzogiorno (“decontribuzione Sud”).
L’occupazione dipendente è cresciuta in misura maggiore nella fascia di età oltre i 50 anni, dove è presumibile abbiano influito gli effetti dell’allungamento della età lavorativa per la normativa pensionistica e dell’invecchiamento progressivo della forza lavoro, e nella fascia 15-29 anni dove presumibilmente hanno inciso le misure di sostegno alle assunzioni giovanili. 
Il tasso di disoccupazione giovanile ed il tasso di disoccupazione femminile, sebbene in sensibile calo dal 2020, si mantengono ancora molto elevati rispetto a quanto registrato in Italia (38,8% per i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni e 17,8% per le donne in Campania rispetto al 20,3% per i giovani ed il 7,3% per le donne in Italia). 
Secondo i dati Eurostat nel 2024 la Campania ed altre tre regioni della UE (Calabria, Sicilia e Guyana, regione d’Oltremare francese) sono tra le peggiori in assoluto per incidenza di occupati sulla popolazione lavorativa (che sono le persone di età compresa tra i 15 ed i 64 anni): il tasso di occupazione della Campania (45,4%) è molto inferiore al dato italiano (62,2% ) e medio UE (70,8%). In particolare, la Campania (con il 32,3%) è la regione della UE con il tasso di occupazione femminile più basso.
Infine, ritornando alla relazione Banca di Italia, nel 2023 la retribuzione lavorativa oraria reale, cioè al netto dell’inflazione, è diminuita (del -3,5% circa) e questa perdita non è stata recuperata con il modesto incremento registrato nel 2024 (+1% circa). In particolare, secondo le stime di Banca di Italia, lo scorso anno le retribuzioni in Campania sarebbero aumentate meno della media nazionale per la minore presenza in regione, rispetto al resto di Italia, di settori produttivi come il credito ed il metalmeccanico dove gli aumenti dovuti ai rinnovi contrattuali sono stati più elevati.
In definitiva, i dati mostrano per la Campania una positiva crescita occupazionale che occorre sostenere ed ampliare per ridurre le distanze evidenziate, in particolare nel tasso di occupazione, rispetto all’Italia ed alla UE. In tale direzione, oltre agli incentivi alle assunzioni e alle misure di sostegno agli investimenti pubblici e privati, appare necessario spingere i consumi interni mediante la crescita del potere di acquisto delle famiglie, realizzabile con misure fiscali e, soprattutto, con l’aumento delle retribuzioni reali.

2 pensiero su “Report sul Mercato del Lavoro in Campania”

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