Da sempre ormai ci si batte contro la microcriminalità che spesso e volentieri va a colpire i più vulnerabili, quali proprio le persone più grandi di età. Borseggi, truffe telefoniche e non, purtroppo sono avvenimenti ancora molto frequenti, motivo per il quale è importante fare informazione per allertare gli anziani, e non solo, per non ritrovarsi vittime di furti ed imbrogli. Ed è proprio una coppia di coniugi pianuresi, Tina e Vincenzo, della veneranda età di 77 e 81 anni, che oggi condividono le loro esperienze, affinché possano essere utili ai più. “La prima volta che mi truffarono fu qualche anno fa”, ci racconta Vincenzo. “Durante una delle mie solite passeggiate mi fermò un uomo abbastanza giovane, chiedendomi dei soldi per un acquisto a suo dire commissionatogli da mio figlio, che io avrei dovuto saldare. Devo ammettere che sebbene fossi perplesso, non avrei mai immaginato che mi stesse truffando, e l’uomo riuscì a spillarmi più di un centinaio di euro”. Una volta tornato a casa e raccontato l’accaduto, Vincenzo si rese conto della truffa che aveva subito, ma nonostante ciò, questa esperienza non bastò per sventare un secondo tentativo. “Pochi mesi più tardi, un altro uomo riuscì a vendermi per strada degli abiti e degli oggetti, chiedendomi molti soldi per dei beni di poco valore”. Purtroppo questo è solo uno dei soprusi che gli anziani subiscono, anche nel nostro quartiere. Neanche nelle proprie case si è più al sicuro, a causa di malfattori che provano con le più svariate scuse ad intrufolarsi negli appartamenti. Ce lo racconta Tina, moglie di Vincenzo, che più volte ha subito truffe telefoniche. “Fortunatamente sono riuscita a riconoscerle tutte finora, e ne ho ricevute di diverse”, ci confessa. “Mi chiamò un giovane, che al telefono aveva la stessa voce di mio nipote, e si presentò come tale, con il suo nome. All’inizio mi chiese come stavo, poi la chiamata diventò sospetta quando mi disse che un suo amico stava venendo da me, per avere dei soldi che doveva ritirare… poco più di mille euro”. Al di là della rabbia dinanzi a questi episodi, soprattutto dei figli e familiari, vi è la preoccupazione che questi truffatori conoscano le proprie vittime, le loro abitudini e la loro famiglia. Ad oggi ancora molti sono i casi che si verificano, e purtroppo Tina e Vincenzo sono solo una coppia tra tante. Invitiamo quindi alla massima attenzione. L’ultimissima scusa per provare ad entrare nelle abitazioni gioca sulla paura suscitata delle ultime scosse sismiche che si stanno verificando sul territorio: uomini e donne che chiedono di entrare nelle abitazioni per dei sopraluoghi mai disposti dalle autorità competenti. Diffidate, non indugiate a chiamare le forze dell’ordine e denunciate.
Valeria Mazzaro
