a cura del Prof. Vincenzo Di Vita, Economista Università Federico II

IN 10 ANNI GLI ABITANTI DEL MEZZOGIORNO SONO DIMINUITI DI QUASI UN MILIONE


Secondo i dati SVIMEZ la popolazione italiana si sta riducendo progressivamente e la maggiore perdita riguarda il Mezzogiorno dove al saldo naturale negativo si aggiungono i deflussi migratori in particolare di giovani under 35. 
I dati illustrati nel Convegno Spopolamento, migrazioni e genere, promosso da Fondazione Giacomo Brodolini e Svimez con il supporto di Save the Children, evidenziano che nel decennio 2014-2024 la popolazione in Italia è diminuita di 1,4 milioni di abitanti di cui ben 918 mila unità nel Mezzogiorno.
La perdita è dovuta al saldo naturale negativo (–3,8‰), differenza tra nascite e decessi, solo parzialmente contenuto da un saldo immigratorio positivo (+1,5‰). Le uniche regioni che hanno registrato un aumento della popolazione sono state la Lombardia (0,8‰), Emilia Romagna (0,4‰), Trento (+1,5‰) Bolzano (+4,2‰).
Considerando solo il 2024 la popolazione nel Mezzogiorno è diminuita di -75mila unità mentre al Centro Nord è aumentata di +38mila unità per effetto di 52 mila persone che si sono spostate dal Sud al Centro Nord. 
Il 55% dei 52mila meridionali trasferitisi nelle regioni centrosettentrionali sono giovani (tra i 25 e 34 anni di età), spesso qualificati, attratti da migliori opportunità lavorative e da un tessuto sociale più dinamico. Il Mezzogiorno, con tassi di occupazione giovanile e femminile e con salari medi nettamente inferiori a quelli nazionali, soffre di una scarsa capacità di attrazione dei migranti stranieri indebolendo la capacità di ricambio generazionale. 

Gli effetti del saldo naturale negativo si ripercuote anche sulle future generazioni. Nel 2035 in Italia avremo oltre mezzo milione di bambini in meno nella scuola primaria di cui quasi 200mila nel Mezzogiorno. Oggi circa 3mila comuni, quasi la metà nel Mezzogiorno, rischiano la chiusura della loro unica scuola primaria. Si tratta di effetti che non riguardano solo l’istruzione ma la tenuta sociale della comunità locali che patiranno, evidentemente, in prossimo futuro di problematiche legate al ricambio generazionale.
Il PNRR, evidenzia lo SVIMEZ, è una delle principali opportunità per riequilibrare le condizioni economiche e sociali tra Centro Nord e Mezzogiorno. I dati (cfr. sotto riportato prospetto SVIMEZ estratto dalla presentazione al Seminario) mostrano una sensibile crescita di spesa in conto capitale nei comuni italiani. Si tratta di una leva necessaria per creare condizioni di maggiore attrattività per le regioni meridionali. La necessità quindi di accelerare la realizzazione dei progetti e di portare nei termini previsti gli impegni di spesa assunti costituiscono tappe fondamentali per gli obiettivi di ripresa e di riallineamento del Mezzogiorno con il contesto nazionale e per arginare la perdita di giovani lavoratori qualificati.



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