Sembra ormai una storia già scritta che, chi ha a che fare con giovani laureati, conosce a memoria: anni di studio e sacrifici, concludere un percorso universitario in maniera brillante, e poi essere costretti a lasciare la propria casa per trovare più soddisfazioni altrove, perché la nostra città non è in grado di accogliere e di investire sulle giovani menti. A raccontare oggi la sua esperienza è un giovane neo-laureato, Vittorio Mazzaro, originario di Pianura, che inorgoglisce il quartiere che lo ha visto crescere e formarsi. Vittorio è laureato con lode in “Ingegneria Meccanica per la Progettazione e Produzione”, ottenendo il titolo lo scorso 31 ottobre 2023, presso l’università degli Studi Federico II, di Napoli. “Attualmente lavoro a Firenze per Baker Hughes, azienda leader del settore energetico e dell’industria in tutto il mondo. Ricopro la posizione di “Compressor Design Engineer” progettando i prodotti di punta dell’azienda: compressori centrifughi ed assiali. Il mio lavoro consiste nel prendere i dati del prodotto che il cliente richiede, e trasformarli in un progetto completo di quella che sarà la macchina finale”. Risulta evidente come il contesto lavorativo sia stimolante e pieno di responsabilità, responsabilità che un’azienda così importante non ha avuto paura ad affidare ad un giovane, che seppur brillante, ha appena concluso i suoi studi. Questa mentalità sembra appartenere solo a contesti lavorativi al di fuori della realtà Campana, e se non sempre è così, sicuramente poche sono tali possibilità nella nostra regione. “La mia collaborazione con l’azienda nasce da un tirocinio universitario svolto presso la sede di Casavatore, per un progetto di tesi richiesto dalla stessa azienda in collaborazione con l’università. Purtroppo, però, mi sono dovuto trasferire appena due settimane dopo la laurea. Diverse sono state le proposte di lavoro da Napoli, tra cui, una da parte della sede campana di Baker Hughes, ma tutte per contratti di pochi mesi, che non mi avrebbero assicurato un futuro lavorativo solido. Poi è arrivata la proposta per un contratto a tempo indeterminato a Firenze per la posizione che ricopro tutt’oggi. La stabilità economica, sia dal punto di vista di longevità contrattuale, sia monetaria, ha fatto pendere l’ago della bilancia per la scelta di trasferirmi”. Ed è così che siamo costretti ad affidare l’ennesima mente brillante a chi può offrirgli di più, perdendo forza lavoro, ma soprattutto pezzi della nostra città. “Compiere un passo del genere non è cosa da poco, e molti sono i risvolti dal punto di vista emotivo”, ci confessa Vittorio. “Decidere di trasferirmi, scuotere le radici che mi ancorano ad una città che è stata la mia casa da sempre, e mettere una barriera, seppur solo logistica, tra me ed i miei cari è stato, ed è, tutt’altro che semplice. Nonostante ciò, è sicuramente un’esperienza che avrei voluto affrontare e che mi avrebbe permesso di crescere come persona, ma non nego che, se l’offerta di Napoli fosse stata più solida in prospettiva futura, molto probabilmente non saremmo qui a parlarne!”. Quindi, sebbene la nostra città sia tutt’altro che perfetta, non sembra affatto, come siamo ormai portati a credere, che i giovani vogliano a tutti costi abbandonarla. “Amo la mia città da tanti punti di vista, e sebbene molte sono le ombre che la deturpano, la considero ancora il posto migliore in cui sia stato. La mia esperienza lavorativa a Napoli, mi ha visto impegnato in un’azienda dove il clima che predomina è quello di una grande multinazionale, ma con un approccio che non ho ritrovato a Firenze. Qui vi era un’atmosfera più conviviale, dove ho instaurato rapporti duraturi e sinceri. Diverso, ma non del tutto, è in Toscana. Essendo rimasto nella “famiglia Baker Hughes” il codice comportamentale risulta essere lo stesso, ma i colleghi sono molto giovani, e la grande differenza risiede nelle scadenze fiorentine che sono molto più impellenti, ed il carico di lavoro maggiore, il tutto giustificato da un prodotto molto più complesso e centro dell’economia dell’azienda. Si capisce che il contesto risulta differente anche solamente a livello di numeri di assunzioni e personale”. Quindi, purtroppo, l’esperienza del nostro giovane ingegnere, non può che confermare che il futuro dei nostri ragazzi più geniali ed ambiziosi, non è qui a Napoli. “Spostarsi non è l’unica alternativa, ma in realtà dipende dalle proprie ambizioni, dalla specializzazione e dalla propria determinazione. Nel mio settore, l’ingegneria, Napoli è sede di alcune realtà che possono essere un buon trampolino di lancio per la carriera di un giovane laureato. Però, è pur vero che più si sale, più le aziende importanti investono. I grandi poli industriali si trovano al nord Italia o nord Europa. In definitiva credo siano ancora molte, forse troppe, le persone che se ne vanno per poi tornare con un’esperienza tale, da poter avere uno stipendio maggiore. Mi dispiace solo che ci sarà chi non tornerà affatto. Non vorrei essere tra quelle persone, e mi impegnerò affinché sia così!”.
Valeria Mazzaro