Si sono svolti venerdì scorso, primo dicembre, i funerali della piccola Indi Gregory, la bambina al centro di una disputa serrata tra la Gran Bretagna, suo paese natale ed il governo italiano.
Al rito funebre hanno presenziato anche i ministri Eugenia Maria Roccella ed Alessandra Locatelli, rispettivamente titolari dei dicasteri per “le pari opportunità e la famiglia” e per “le disabilità”, che hanno voluto fortemente dare l’ultimo saluto alla sfortunata neonata.
Indi era affetta da una rarissima malattia mitocondriale ed è morta il 13 novembre in un hospice per malati terminali nel Derbyshire, in seguito allo spegnimento del ventilatore meccanico, dopo che l’ Alta Corte di Londra aveva disposto la sospensione dei trattamenti vitali convalidando di fatto la scelta del “Queen’s
Medical Center” di Nottingham, dove la bambina era ricoverata dal 24 febbraio, giorno della sua nascita.
Non è bastata la dura battaglia legale condotta dalla famiglia, che ha cercato disperatamente di opporsi alla decisione di “staccare la spina” alla propria bambina;
per scongiurare l’irreparabile, il “Bambin Gesù” di Roma aveva fornito la propria disponibilità a prestare le cure necessarie , ma il giudice dell’ Alta Corte di sua maestà aveva negato il trasferimento.
Dopo questo clamoroso rifiuto, entra in scena lo Stato italiano, concedendo, dopo un Consiglio dei Ministri convocato d’urgenza, la cittadinanza ad Indi, con la conseguente richiesta di trasferimento avanzata dal
nostro console a Manchester, Matteo Corradini, diventato nel frattempo giudice tutelare della stessa.
La corsa contro il tempo sia dei genitori e sia dello Stato italiano purtroppo non è bastata a salvare la vita alla sfortunata Indi, infatti i giudici dell’Alta Corte sono stati irremovibili, respingendo e vanificando qualsiasi tentativo di trasferimento nel nostro paese della bambina.
L’ epilogo di tutta questa vicenda lascia un’amarezza senza precedenti, mentre lo spregio delle istituzioni britanniche nei confronti della sacralità della Vita, ci lascia a dir poco basiti e sgomenti.
Più di un plauso invece va fatto al nostro esecutivo, che ha utilizzato ogni strumento in suo possesso,
per cercare di salvare la vita della piccola Indi,vera guerriera, che non verrà mai dimenticata da chi non vuole piegarsi a certe logiche demoniache molto in voga in alcuni paesi della sfera occidentale.

di Nicola Di Domenico

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