E’ una galleria artificiale lunga quasi 1 km che collega il quartiere di Bagnoli con la Gaiola. E’ uno dei capolavori dell’ingegneria dell’antica Roma più belli d’Italia. Rappresenta un po’ l’animo degli antichi Romani ossia “dove non c’è una strada, si crea”. Le dimensioni e l’eleganza della struttura, hanno affascinato tantissimi turisti stranieri. Si dice che Arthur Doyle, lo scrittore inglese famoso per aver creato il genere “giallo” e per aver fatto nascere e vivere Sherlock Holmes, rimase incastrato nelle piccole cavità della grotta che volle esplorare da solo, pensando che fossero ulteriori passaggi, in realtà si tratta di fori appositamente costruiti per il passaggio dell’aria. Il primo traforo fu realizzato dalla superstar dei trafori: Lucio Cocceio Auctio uno degli ingegneri militari più famosi dell’epoca Romana. Era originario di Cuma e portano la sua firma il Porto di Pozzuoli e buona parte dei tunnel della Campania. Alla fine della Grotta un tempo c’era un bel complesso di ville nobiliari con un teatro all’aperto e terrazze panoramiche che affacciano da un lato sualla Baia Trentaremi con il panorama del Golfo di Napoli e dall’altro, sul Golfo di Pozzuoli con Nisida ed i tramonti che incantano il cuore. Schopenhauer fu un’illustre ospite delle Grotte di Saiano durante la visita nella Napoli Borbonica. Ferdinando II di Borbone dopo secoli di abbandono, ne ordinò il restauro e divenne meta di tantissimi turisti. Poi con la II Guerra Mondiale diventò un ricovero antiaereo. Ma perchè Seiano? Seiano fu il Prefetto dell’Imperatore Tiberio e fu lui ad ordinare la completa ristrutturazione del tunnel. Nun tien nient a fa’? E virt nu poc a terra mia, vir’!

Avv. Danila De Novellis

https://www.facebook.com/viaggioneicampiflegreidinapoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *