Attualmente si contano tra i 200 ed i 250 ostaggi israeliani a Gaza. Per la loro liberazione l’organizzazione terroristica ha chiesto il rilascio di 6.000 prigionieri tra uomini e donne.

La controffensiva di Israele dopo la strage del 7 ottobre era inevitabile e si presenta compatta.

Le ultime notizie pervenute dai media sono relative al bombardamento al confine e all’uccisione di Asma al-Mazini nella Striscia. Si tratta del capo del Consiglio della Shura di Hamas, composto da una cinquantina di membri, scelti tra le figure religiose di spicco del movimento. Eliminazione, successiva all’annuncio di un’altra uccisione mirata, quella del capo dell’intelligence dei miliziani.

Secondo le ultime dichiarazioni, il portavoce militare Daniel Hecht fa sapere che i piani dell’esercito israeliano potrebbero essere cambiati e non combaciare più con l’invasione via terra di Gaza.

Nel frattempo Hamas non tende ad arrestarsi: colpisce l’insediamento israeliano di Metulla mediante razzi lanciati da missili di Hezbollah dal Sud del Libano. A seguito dell’attacco divampano gli incendi e l’area militare di Metulla è stata chiusa. L’esercito israeliano ha attaccato con l’artiglieria i siti militari di Hezbollah dall’altra parte della frontiera.

La tensione resta alta anche mediante la diffusione sui social delle immagini di una ragazza franco- israeliana, che è tenuta in ostaggio dall’Hamas.

Atteso nelle prossime ore l’arrivo di Biden a Tel Aviv dove incontrerà il premier Benjamin Netanyahu. L’intento degli Stati Uniti è di placare la reazione israeliana e sviluppare un piano condiviso, che renda possibile il passaggio degli aiuti umanitari e la creazione di “aree sicure”, secondo quanto annunciato dal segretario di Stato americano Antony Blinken.

Contemporaneamente si manifestano gli effetti collaterali, dettati dall’odio e dalla guerra, e a Chicago un 71enne uccide un bimbo palestinese di soli 6 anni a coltellate e ferisce la madre.

Martina Succoio

Fonte: sito www.afp.com

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