A seguito dell’approvazione del Disegno di Legge “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno dell’attività del caregiver familiare”, il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli si pronuncia: “Dopo 10 anni in cui sono naufragate tante proposte di legge, finalmente oggi il Governo vara una norma per la dignità e il riconoscimento dei caregiver”. […] “Questa proposta, frutto di un ragionamento, del confronto e di un Tavolo di lavoro di altissima qualità è quella che può rispondere meglio alle esigenze di tutti. Il tema delle tutele differenziate garantisce proprio questo. Ora inizierà l’iter parlamentare e sono certa che, grazie ai deputati e senatori che avranno voglia di contribuire in maniera costruttiva al testo, potremo ulteriormente migliorarlo”. Ma quello che dalle sue parole sembra essere la proclamazione di una vittoria, suscita solo grande indignazione nei caregiver di tutta Italia, che hanno aspettato anni per vedere i propri diritti ridotti ad un contentino, attribuibile solo a condizioni veramente stringenti. Il contributo economico corrisponderebbe infatti ad un massimo di soli 400 euro mensili, destinato ad un solo caregiver che deve necessariamente avere legami di sangue ed essere convivente con l’assistito, avere un ISEE al di sotto dei 15000 euro, con un reddito non superiore ai 3.000 euro lordi annui e prestare assistenza almeno 13 ore al giorno per sette giorni… Dinanzi questi requisiti eccessivamente restrittivi, evidenza del fatto che lo Stato ancora non vuole riconoscere i diritti di chi assiste i propri disabili, l’Italia insorge indicendo una mobilitazione nazionale, promossa dal CFU, Caregiver Familiari Uniti, il 27 gennaio 2026 a Roma, in Piazza dei Santi Apostoli. Tra i primi a rispondere a questa chiamata sono le mamme dell’ormai nota ONLUS “C’era una volta un Principe di nome Samuele” che, come associazione che da sempre protegge i diritti dei ragazzi affetti da disabilità, anche in tale occasione rappresenterà con determinazione la Campania in questa lotta infinita. Le parole di Manuela, presidente dell’associazione, risuonano altisonanti dinanzi all’indignazione che accomuna tutti: “Chi sono i caregiver? Non sono solo la madre di mio figlio Samuele, ma anche il suo salvavita. Senza di me mio figlio non potrebbe vivere questa realtà, non ha l’uso delle braccia per potersi nutrire o delle gambe per mettersi al riparo, non può lavarsi né andare in bagno da solo, ed ecco che, ancora dopo 16 anni di cure verso un figlio disabile eterno neonato, è arrivato il momento di alzare la testa e pretendere diritti sacrosanti da uno Stato che si è dimenticato degli ultimi”. Questo è l’invito di una donna, di una madre, di una caregiver, di un cittadino, che a gran voce chiede a tutti di unirsi a questa battaglia contro uno Stato italiano dal quale non si sente rappresentato.

Valeria Mazzaro

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