a cura del Prof. Vincenzo Di Vita, cultore della materia in Storia del Pensiero Economico Università degli Studi di Napoli “Federico II”
La Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca di Italia ha pubblicato lo scorso 25 gennaio Lo studio The size of money laundering and other illicit financial conduct for Italy recante stime aggiornate per gli anni 2019-2023 sul valore del riciclaggio dei capitali finanziari in Italia e nelle singole regioni italiane. Le valutazioni annuali del riciclaggio dei fondi illeciti (money laundering) in Italia crescono dai 28,7 miliardi di euro del 2018 ai 35,6 miliardi del 2022 con la sola eccezione della flessione del 2020, anno di contrazione delle attività economiche per la pandemia, quando i capitali ‘ripuliti’ si riducono a 28,6 mld di euro. Il dato interessante è l’incidenza dell’aggregato sul PIL italiano che, mediamente, nel periodo si attesta stabilmente intorno all’1,8%. Il riciclaggio di proventi illeciti, quindi, si presenta come fenomeno pro-ciclico cioè un fenomeno che cresce quando il PIL aumenta nelle fasi di espansione delle attività produttive e si riduce nelle fasi di crisi quanto il PIL si contrae.

Altrettanto interessante è lo studio della distribuzione per regione del valore prodotto dal money laundering.

Il grafico sopra riportato estratto dalla citata ricerca della UIF mostra con diverse cromature l’incidenza del valore del riciclaggio sul PIL in ogni regione: le regioni con colore più scuro presentano maggiori valori del riciclaggio rispetto al proprio PIL. Emerge chiaramente una situazione polarizzata: in Lombardia, Veneto, Piemonte al Nord, Lazio al Centro, regioni caratterizzate da una intensa presenza di imprese private e pubbliche, ed in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia tradizionalmente note, evidenzia lo studio, per la maggiore presenza di organizzazioni criminali, l’incidenza del riciclaggio sul PIL è nettamente superiore al dato medio delle regioni italiane. Questi dati sono confermati anche in altra relazione della UIF (Criminalità organizzata ed economia legale – Audizione del dott. Enzo Serata, Direttore dell’UIF- luglio 2024) secondo cui nel 2023 le segnalazioni di fenomeni di riciclaggio classificate dalla stessa UIF come potenzialmente riferibili agli interessi della criminalità organizzata sono riferibili alla Lombardia per il 18%, alla Campania per il 14,5%, al Lazio per il 12,6% ed alla Sicilia per il 6,3%. In conclusione, le ricerche confermano che l’attività di riciclaggio è diffusa in quei contesti con intensa presenza di attività economiche e nei territori condizionati dalla presenza di realtà criminali e di imprese private strutturalmente più piccole e deboli dal punto di vista patrimoniale e finanziario.