L’Italia di Luciano Spalletti ha pareggiato 3-3 contro la Germania, una partita che ha visto due facce opposte della stessa squadra. Da un lato, un primo tempo disastroso, che ha fatto temere il peggio, dall’altro, una ripresa che ha sorpreso e galvanizzato, mostrando che la squadra è viva e reattiva, anche se ancora incompleta.

Il primo tempo è stato un vero e proprio incubo. Dominata dai tedeschi, la Nazionale azzurra sembrava incapace di reagire, e il punteggio di 3-0 a favore della Germania non faceva presagire nulla di buono. Il secondo gol tedesco, poi, sembrava quasi un episodio da torneo scolastico: una difesa imbarazzante e un gioco disorganizzato che avrebbero potuto minare gravemente la posizione di Spalletti. Era un po’ come rivivere l’incubo della partita contro la Svizzera agli Europei, un altro primo tempo che aveva lasciato tutti sgomenti.

Ma il calcio è spesso una questione di prospettive, e la ripresa ha cambiato radicalmente il tono della partita. Con Politano e Frattesi in campo al posto di Gatti e Maldini, l’Italia ha trovato un altro volto. Il gol di Kean al 3-1 ha riacceso la speranza, mentre il raddoppio di Kean su assist di Raspadori ha riportato in parità una squadra che non voleva arrendersi. È stato un secondo tempo da ricordare, con l’Italia che ha reagito con determinazione e coraggio, pur non riuscendo a evitare la delusione di un rigore prima concesso e poi annullato dal Var, una decisione che ha suscitato perplessità.

Il finale, con il rigore assegnato nel recupero e trasformato da Raspadori, ha fissato il risultato sul 3-3, ma lascia comunque il segno di una reazione importante. La Nazionale esce dalla Nations League, ma nonostante tutto, il morale non è così basso. Spalletti ha evitato un processo a cui la sua squadra, nel primo tempo, sembrava destinata. Certo, le critiche per il primo tempo soporifero sono legittime, ma la risposta nel secondo tempo è stata significativa. Si potrebbe accusare l’Italia di aver approfittato della distrazione dei tedeschi, ma i fatti dicono che l’Italia ha reagito, e questo conta più di ogni altra cosa.

Ciò che emerge, tuttavia, è che la Nazionale di Spalletti, pur mostrando un carattere che fa ben sperare, è ancora lontana dall’essere una squadra formata. Il confronto con una squadra adulta, matura e determinata non è ancora alla portata di questa squadra, che a tratti sembra ancora alle prime armi. Potremmo definirla ancora “giovane” e, come tale, dovrà crescere velocemente per affrontare sfide future con la stessa maturità mostrata nel secondo tempo contro la Germania.

Agostino Manuel Braunè

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