di Vincenzo Di Vita economista e cultore della materia in Storia del Pensiero Economico Università Federico II di Napoli
Il termine DESERTIFICAZIONE BANCARIA indica il processo di progressiva chiusura di sportelli bancari in alcuni territori, principalmente ma non esclusivamente nelle zone rurali, periferiche, interne e montuose italiane, in atto ormai da alcuni anni (in particolare dal 2008 anno in cui fu raggiunto il massimo numero di sportelli bancari in Italia). La desertificazione bancaria si inserisce nel più ampio fenomeno della desertificazione della rete di servizi alle famiglie ed imprese che interessa molti comuni italiani specie quelli piccoli localizzati nelle aree interne e montane. Le cause di tale processo sono varie ma possiamo individuarne alcune principali. In primo luogo, le innovazioni tecnologiche e digitali nel settore bancario e finanziario, con la diffusione del phone banking, dell’internet banking e del mobile banking, rendono possibile effettuare operazioni bancarie anche on line senza doversi recare fisicamente in filiale. Inoltre, il processo di concentrazione nel settore bancario in atto dagli anni novanta ed intensificatosi negli ultimi anni, mediante fusioni e acquisizioni tra banche, ha spinto verso forme di razionalizzazione della rete commerciale delle banche con la chiusura di sportelli con minore redditività, principalmente quelli ubicati nei comuni più piccoli, più periferici, localizzati nelle zone montane, rurali ed interne con minore presenza di imprese ed attività economiche ad alto valore aggiunto. Infine, i processi demografici con lo spopolamento, il declino demografico e l’abbandono delle aree montuose ed interne del paese hanno ridotto fortemente l’attrattività ad aprire o mantenere sportelli bancari in questi territori. Va chiarito che la desertificazione è un fenomeno non solo italiano ma comune a molti paesi europei come Paesi Bassi, Spagna, Germania, Francia, Austria, Regno Unito e Svezia. Le conseguenze di questo processo sono facilmente intuibili. Nei comuni dove non ci sono sportelli la clientela delle banche (privati ed imprese) meno propensa all’uso delle applicazioni on line ha un accesso limitato ai servizi bancari anche di base come il prelievo dei contanti, la consulenza sui prodotti finanziari, le richieste di finanziamenti e prestiti. In Campania, ma in generale nel Mezzogiorno, il problema si acuisce perché qui la diffusione dell’Internet Banking è minore rispetto alle altre regioni italiane: secondo il report Eurostat del 2023 Eurostat Regional Yearbook solo il 30% dei residenti in Campania usa l’internet banking “per i bassi livelli di connessione internet e la più alta incidenza della popolazione anziana” rispetto ad un valore che oscilla tra il 55% ed il 60% nelle regioni del Nord Italia. In Campania 295 comuni sui 550 presenti (il 54% del totale) non hanno sportelli bancari ma la distribuzione dei comuni senza filiali non è omogenea tra province: nelle province di Avellino e Benevento questa quota sale al 70% ed al 65% nella provincia di Napoli si riduce al 27%. In ogni caso l’incidenza media campana è molto maggiore rispetto a quanto registrato nel Nord Ovest (47% dei comuni senza sportelli), nel Nord Est (14%) e nel Centro (30%). In generale in Italia, il 40% degli 7.904 comuni non ha sportelli bancari. Tornando alla Campania, la popolazione che vive in comuni senza sportelli ammonta ad oltre 725mila unità (il 13% della popolazione regionale) e le unità delle imprese che vi sono localizzate ammontano a quasi 41mila (il 10,3% delle imprese campane).

( il Prof. Vincenzo Di Vita )
Ottimo articolo in
Ottimo articolo