a cura di Rosario Palumbo, Presidente Ass. SOTER
Inutile trovare scuse, nonostante il Green Deal l’Europa stia mostrando ritardi significativi rispetto ad altri paesi industrializzati nel perseguire una transizione ecologica efficace e rapida. Paesi come Stati Uniti e Cina avanzano ad un ritmo superiore azzerando la competitività economica europea in particolare sul lungo termine. L’Europa fatica a tradurre le sue promesse politiche in azioni concrete. Il dibattito sull’effettivo impegno degli stati membri per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dimostra che la mancanza di coordinamento tra i vari governi nazionali ostacola una risposta uniforme e tempestiva. Inoltre, il crescente scetticismo verso le misure ecologiche, soprattutto in un contesto di aumento dei costi energetici, sta rendendo difficile l’adozione di politiche più aggressive. Per migliorare l’economia europea e italiana è fondamentale concentrarsi sui settori strategici, tra questi ovviamente l’energia rinnovabile, per molti professionisti c’è necessità di investire in tecnologie di stoccaggio e reti intelligenti essenziali per garantire un approvvigionamento energetico continuo e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Si rallenta anche sulla mobilità sostenibile, scusate il gioco di parole, ma la transizione verso veicoli elettrici e mezzi pubblici ecologici deve essere accelerata, forse direi avviata…
Un tema fondamentale resta l’ economia circolare. Sostenere pratiche di riciclo e riutilizzo delle materie prime è cruciale per minimizzare gli sprechi. Gli investimenti richiesti per fortificare i settori sopra citati devono essere substantivi. Le aziende necessitano di finanziamenti per innovare e sviluppare tecnologie pulite per evitare che paghino il prezzo di una politica assente. L’Europa, attraverso fondi come il programma Horizon Europe, dovrebbe incentivare queste iniziative, ma è fondamentale che anche gli investimenti privati siano stimolati attraverso politiche fiscali favorevoli. Un altro aspetto cruciale è il ruolo dei manager aziendali. Competenze manageriali in grado di guidare il cambiamento verso una economia sostenibile sono essenziali. Le aziende devono assumere leader capaci di affrontare le sfide della transizione ecologica (guarda Stellantis), promuovere un approccio strategico e visionario e gestire i rischi associati a queste trasformazioni. Forse parole al vento ma l’Europa deve affrontare con urgenza i ritardi per mantenere la competitività a livello globale. Riorientare gli investimenti verso settori strategici e formare manager competenti sono passi necessari per sviluppare un’economia europea resiliente e sostenibile. Non basta parlare in TV per colmare il divario con altre potenze industriali e garantire un futuro prospero per la nostra economia ma c’è bisogno di finanziamenti, competenze, formazione non meno che di lungimiranza, come dimostra il “caso Irlanda” dove il PNRR è stato interamente orientato verso l’efficientamento energetico a dispetto delle logiche “a macchia di leopardo”.

( nella foto: Rosario Palumbo , Presidente Ass. SOTER)