In un periodo così nebuloso e nefasto per i giovani del quartiere Pianura e di Napoli in generale, risulta strano ma estremamente piacevole raccontare di giovani che si distinguono e si appassionano alla realtà che li circonda. Ovviamente perché questo avvenga c’è bisogno della guida giusta, della coscienza collodiana a mo’ di grillo parlante che gli mostra che la realtà, il mondo, la vita e la società ha a disposizione più possibilità e alcune di queste estremamente interessanti e ricche di applicazioni. In questo si distingue ancora una volta la presidenza, nella persona della Dirigente Antonella Portarapillo, e il corpo docenti, nelle figure delle prof. Ersilia Covino, Maria Costagliola, Valeria Contabile e Luciano Restucci dell’istituto Ferdinando Russo per il progetto “Una luce di idee” che ha visto coinvolti gli alunni delle classi terze. Un progetto che ha guidato i ragazzi a scoprire l’universo che li circonda indagando il microcosmo e sondando i meandri della composizione atomica, dell’elettricità e delle sue forme e modalità di trasmissione, fino a raggiungere il macrocosmo toccando le scienze astronomiche. L’istituto già si era distinto per progetti dal respiro scientifico e che il nostro giornale ha con piacere documentato. Ma la particolarità, questa volta, è stata che a spiegare le cose, a mostrare i funzionamenti del mondo che ci circonda sono stati i ragazzi stessi con esperimenti interessanti e complessi nella loro sostanza ma condotti e spiegati con estrema semplicità e sicumera da parte degli alunni. L’incontro per il confronto tra gli esperimenti preparati si è tenuto, lo scorso 26 novembre presso l’Aula Stem Lab dell’istituto. Il lavoro è stato enorme, per ogni esperimento è stata preparata una presentazione power point opportunamente spiegata e ha previsto l’utilizzo di diversi strumenti come un generatore di potenziale, la creazione di circuiti elettrici elementari posizionati su fogli di carta o all’interno di abitazioni in miniatura. È stato
interessante notare che tra gli esperimenti ci siano stati anche dei momenti dedicati a temi moderni e a fatti passati che sono riusciti a sensibilizzare i ragazzi su questioni curiali. Ad esempio, tra il terzo e il quarto esperimento ci sono stati due ragazzi che hanno preparato una presentazione con Simple
Show, un A.I. che permette di creare delle presentazioni grafiche, e questo ha permesso ai ragazzi di soffermarsi e sensibilizzarsi sull’importanza di dare a questi mezzi il giusto peso e di considerarli sempre e solo un ausilio per l’uomo e non un sostituto di esso. Lo sguardo, però, non è stato rivolto solo al
futuro ma anche al “passato” con una drammatizzazione sul disastro di Chernobyl. Questo momento, per essere preparato, ha portato i ragazzi a confrontarsi con i propri genitori e nonni per indagare la moltitudine di sentimenti che hanno invaso coloro che questo evento lo hanno vissuto direttamente e con cui i ragazzi sono riusciti a empatizzare. Insomma, finalmente i giovani sono riusciti a mostrare di essere di più di quello che i rotocalchi amano dipingere e di quello che gli adulti sono soliti pensare;
hanno dimostrato che guidati, assistiti e indirizzati nel modo giusto e sui giusti campi del sapere possono essere la speranza concreta di un futuro più roseo per l’umanità.
Simone Manna