( a cura del Dott. Vincenzo Di Vita)

Il report della CGIA di Mestre del 19 ottobre scorso (LA CGIA HA MAPPATO L’EVASIONE E IL “NERO” – Illegalità al top in Calabria per propensione e in Lombardia per impatto – News) fornisce dati interessanti sulla Economia Sommersa in Campania. L’Economia Osservata (NOE, Non-Observed Economy) include le attività non dichiarate al fisco (sotto dichiarazioni, evasioni, elusioni), il lavoro non dichiarato ed irregolare e le attività illegali. In sintesi quali sono i risultati dell’analisi della CGIA? In primo luogo in Italia la produzione aggregata della NOE è diminuita sensibilmente nel biennio passando dai 203 mld di euro del 2019 ai 192 mld del 2021: una contrazione quindi di ben -11 mld di euro nell’arco di due anni. La riduzione non è un evento isolato poiché dal 2014 la produzione della NOE in Italia è in progressivo contenimento, come conferma anche il recente report ISTAT (L’ECONOMIA NON OSSERVATA NEI CONTI NAZIONALI – ANNI 2019-2022 del 18 ottobre scorso). E’ pur vero che per il 2022 L’ISTAT indica una crescita del ‘fatturato’ della NOE di 18 mld di euro nel paese ma è da tenere conto che questo anno è stato fortemente caratterizzato dall’inflazione per cui l’aumento risente della crescita dei prezzi più che delle quantità. Passando ad esaminare l’andamento in CAMPANIA, il report della CGIA mette in evidenza due aspetti, uno negativo l’altro positivo. In primo luogo, l’incidenza della produzione della economia sommersa sull’intero PIL della Campania continua ad essere elevata: nel 2021 la produzione della NOE nella nostra regione è stata stimata in 18 mld di euro e rappresenta il 18% del PIL regionale. In altre parole, su 100 euro di produzione della Campania, 18 euro sono state prodotte da attività rientranti nella NOE. Sotto questo profilo la Campania è la seconda regione dopo la Calabria (con il 19,2%). Nel contempo, la produzione è diminuita di 1 MLD passando dal 2019 al 2021. Si tratta del maggior decremento tra le regioni italiane dopo il Lazio (-2,2 MLD) e la Lombardia (-1,9 MLD). La CGIA indica anche i fattori che hanno contribuito ad una riduzione dell’economia non osservata che attengono, in particolare, alla lotta al sommerso: l’introduzione della c.d. compliance, della fatturazione elettronica, dell’obbligo di invio telematico dei corrispettivi, gli effetti dello split payment in capo a chi lavora con la Pubblica Amministrazione e del reverse charge per le aziende che operano, in particolare, nel settore delle costruzioni. L’insieme di strumenti e di correttivi per contenere gli effetti dell’evasione si dimostrano, quindi, decisivi per contenere l’economia sommersa. L’invito del report è quello di proseguire verso questa strana per un fisco giusto ed equo preludio per attenuare la pressione fiscale oggi esistente su determinate categorie. Sotto questo profilo, i progressi tecnologici recenti nella raccolta ed elaborazione dei dati sono strumenti decisivi a disposizione della pubblica amministrazione per contenere il fenomeno e recuperare gettito necessario, da un lato, a ridurre l’ingente debito pubblico del paese e, dall’altro, ad assicurare forme di tassazione non eccessive.

( Nella foto di repertorio il Dott. V. Di Vita )

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