L’Editoriale

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ha suscitato molte discussioni e analisi. Possiamo affermare senza tema di smentite ( i dati parlano chiaro) che negli Stati meridionali quali la North Carolina , la Pennsilvania e la Georgia e nelle aree rurali, Trump ha avuto un’affermazione fortissima. Rispetto al 2020 poi, il tycoon ha migliorato moltissimo i suoi risultati , precipuamente tra la popolazione latinoamericana ed i giovani, platea storicamente elettrice dei Democratici. Il presidente eletto , riguardo poi ai temi trattati in campagna elettorale , si è molto concentrato su quelli socio – economici e sull’immigrazione. La sua comunicazione ai cittadini è apparsa oltremodo diretta e soprattutto semplice: ciò è stato molto apprezzato dagli elettori americani, preoccupati particolarmente per l’inflazione e la sicurezza occupazionale del Paese. Per converso, la strategia della sua avversaria Kamala Harris, basata anche sulla scelta di farsi sostenere da vip internazionali e da altisonanti nomi della televisione americana , come Lady Gaga, Taylor Swift , Opra, etc., non ha sortito l’effetto incrementale di voti in cui ella confidava. Insomma, per dirla in breve, gli Americani hanno badato più alla sostanza che alla forma e , per quanto concerne i temi che più strettamente interessavano ed interessano gli Statunitensi, essi sono stati, se non completamente ignorati da Kamala Harris , sicuramente trattati con marginalità e senza convinzione.

Luigi Panico

(Direttore editoriale)

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