La vicenda di Giovanna Pedretti, la pizzaiola morta suicida, è una vera e propria tragedia. Questo dramma porta alla luce una problematica grave ed estremamente attuale: la gogna mediatica a cui possono esporre i social. Quando ad essere vittima del pubblico disprezzo è un personaggio che fa parte del sistema, allora probabilmente egli avrà gli strumenti che gli consentiranno di reggere il colpo. Anzi in alcuni casi, conoscendo i meccanismi, addirittura chi subisce tali critiche potrebbe essere anche capace di invertire la rotta e trarne vantaggio. Quando, invece, a rimanerne invischiato è una persona comune che è totalmente estranea alle dinamiche delle rete, il rischio è quello di restarne impigliato. Ed è proprio questo il caso di Giovanna. Giovanna era una donna comune, titolare di una pizzeria a Sant’Angelo Lodigiano, in Lombardia. Una settimana fa, tramite il profilo facebook della propria attività, aveva reso nota la recensione di un cliente. Il consumatore aveva commentato con toni denigratori la presenza di gay e i disabili nel locale. La ristoratrice si era esposta e, secondo la sua ricostruzione, aveva risposto alla recensione in modo indignato. Infine aveva concluso la conversazione con: “Credo che il nostro locale non faccia per lei”. Il suo commento aveva ottenuto un altissimo indice di apprezzamento, agevolato dalla fortissima attenzione mediatica, avvenuta mediante giornali e piattaforme social. La signora per giorni era stata acclamata pubblicamente ed aveva ricevuto messaggi di solidarietà e approvazione. Tutto questo fino a che Lorenzo Biagiarelli, noto chef e compagno di Selvaggia Lucarelli, ha espresso e condiviso i propri dubbi sulla veridicità della recensione. Nelle sue storie Instagram , infatti, suggeriva ai propri follower che probabilmente si trattava esclusivamente di una trovata pubblicitaria e che la recensione con il relativo commento non fossero il frutto di una reazione spontanea, ma una strategia di marketing. Tale sospetto ha avuto massima diffusione anche tramite i canali della famosa compagna. Apriti cielo, con la stessa velocità con cui la donna era stata osannata ora era diventato il bersaglio di centinaia di haters. Pare che la situazione fosse diventata per la vittima insostenibile, tanto da portarla, nella notte tra sabato e domenica scorsa, a togliersi la vita, lanciandosi nel fiume Lambro. Sono in corso le indagini degli inquirenti che indagano per istigazione al suicidio. La figlia dopo la tragica morte della madre, si è scagliata contro la famosa coppia, esprimendo tutto il suo dolore in queste parole: “L’accanirsi è pericoloso. Grazie cara «signora» per aver massacrato in via mediatica la mia mamma. Cerchi pure la sua prossima vittima”. Parole affidate ad un social, utilizzando quindi lo stesso strumento, che è entrato a far parte nella vita di ciascuno ma che per la mamma è stato fatale.
Martina Succoio