San Gennaro era un uomo molto buono, amato da tutti, Cristiani e Pagani. Era Vescovo di Benevento, dal quale tutti si recavano per chiedere un consiglio, un conforto, un sorriso. San Gennaro si recò a Pozzuoli in quanto voleva a tutti i costi andare a trovare il suo amico Diacono Sossio, che era stato arrestato durante le persecuzioni di Diocleziano, ma riconosciuto come Cristiano, venne arrestato e condannato al martirio ed immediatamente, accanto al luogo del martirio, fu costruita una cappella. L’attuale Santuario alla Solfatara, fu realizzato tra il 1580 ed il 1584 per volere del Comune di Napoli e conserva, all’interno, una serie di elementi molto cari alla tradizione puteolana ed alla devozione. Vi è conservato il ceppo, la pietra dove, secondo la tradizione, fu decapitato il Santo, secondo altre fonti invece fu appoggiato dopo la sua morte. All’interno del blocco di marmo saccaroide, vi è una parte più scura che in due momenti dell’anno, a Maggio ed a Settembre, assume un colore un po’ più scuro rispetto al color ruggine che normalmente conserva, in concomitanza con gli eventi napoletani, ma non simultaneamente. Il busto di San Gennaro è un’opera del 14° Secolo. Sulla guancia sinistra, si nota una macchia un po’ più scura che la tradizione popolare, la devozione, vuole legata alla peste del 1656. Il busto, fu portato in processione e durante questo evento drammatico, la tradizione narra, che ad un certo punto, sulla guancia della statua apparve un bubbone che poi scomparve lasciando una cicatrice, una macchia giallastra in ricordo dell’intervento miracoloso del Santo nel 1656. Nel 1983, inoltre fu portato in processione nella piazza antistante il Santuario in quanto in quel periodo i puteolani erano molto preoccupati per il bradisismo. Ebbene durate la processione la statua lacrimò. In un primo momento nessuno credette al miracolo di San Gennaro ma, fatte analizzare le lacrime, le stesse risultarono vere e da allora, fino da oggi, nessun evento bradisismico importante ha mai colpito Pozzuoli. I Suoi miracoli sono tutti certificati dalla Chiesa. Il culto del Santo è particolarmente sentito a Pozzuoli, dove esiste un tipo di religiosità ed un tipo di attenzione e di culto, probabilmente più intimo rispetto a quanto accade al Duomo di San Gennaro a Napoli.

Avv. Danila De Novellis

Nun tien nient a fa’? E virt nu poc a terra mia, vir’ !

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