Sabato 7 ottobre mentre tutto sembra tranquillo, dalla Striscia di Gaza, Israele viene attaccata da Hamas. Quella tra Palestina e Israele è una guerra di odio etnico, che affonda le radici nella fondazione dello Stato ebraico e nella prima guerra arabo-israeliana del 1948. È evidente che sia l’inizio di un uovo conflitto tra lo stato di Israele e Hamas, che non vedrà vincitori, perché si sa, dalla guerra si esce sempre tutti sconfitti. Le forze israeliane hanno subito risposto all’attacco lanciando un’operazione contro il territorio palestinese chiamata “spade di ferro” con attacchi sia via cielo sia via terra. Il nuovo bilancio dei morti israeliani è di oltre 700. Sono 2.500 i feriti, moltissimi gravi. Ci sarebbero 750 dispersi, sarebbero  almeno 100 gli ostaggi  catturati dai militanti palestinesi. Sul fronte palestinese le vittime, invece, sarebbero 493, i feriti oltre 2.700. Ciò che ha meravigliato di più e che ha distinto gli attacchi precedenti da quelli in corso, è l’effetto a sorpresa, nessun segnale che facesse presagire l’inizio di una nuova guerra. A sorprendere è anche l’elevato numero di vittime nei territori israeliani, attaccati con incursioni via terra dalla Striscia prendendo di mira i civili dei vicini kibbutz.  Centinaia di turisti, non solo italiani, sono rimasti bloccati in Israele tra questi, come riferisce Il Gazzettino, anche due friulani, di Pordenone, marito e moglie. Secondo i dati forniti dal Ministero degli Esteri italiano, si stima che ci siano ancora tra 250 e 300 turisti italiani in Israele. Il trasferimento verso il paese confinante sarebbe stato deciso dal governo di Tel Aviv, in collaborazione con le agenzie di viaggio, al fine di garantire la sicurezza degli ospiti stranieri che si sono trovati coinvolti Domenica sera. Un gruppo di circa cento turisti italiani è riuscito ad attraversare il confine da Israele alla Giordania, con la speranza di poter prendere un volo per tornare a casa oggi. Attualmente si teme il rischio che possano essere chiamate a “scendere in campo” nel conflitto in Medio Oriente, forze terze. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, che sottolinea l’importanza di trovare un modo per negoziare prima possibile.

( foto ANSA)

Giovanna De Vita

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